E se gli alunni diventassero per un giorno insegnanti? Ebbene sì, questa è l’esperienza vissuta dai ragazzi della Scuola secondaria di I grado che il martedì pomeriggio frequentano il laboratorio di informatica nel plesso Manfredini coordinati dalle professoresse Jessica Lauretti ed Anna Tocci: il 13 e il 20 gennaio hanno vestito i panni dei “maestri digitali” per i nonni del Centro Sociale di Pontinia. In pieno spirito di Service Learning, la Scuola secondaria Manfredini ha accolto la proposta del consigliere comunale delegata alla promozione del territorio e al centro anziani del Comune di Pontinia, Beatrice Milani, di svolgere alcune ore per un corso di alfabetizzazione digitale rivolto agli associati del Centro Sociale cittadino. Guidati dal loro Presidente, il signor Rizziero Panici, in tanti hanno varcato le soglie del plesso per lasciarsi guidare dalle sapienti mani dei nostri alunni in una piccola attività di scoperta del computer e delle funzioni che può avere al loro servizio. Ebbene sì, è la parola servizio ad accomunare questa iniziativa come la collaborazione che, prima di Natale, ha portato gli alunni della scuola primaria a realizzare i biglietti di auguri ai nonni per la Commissione anziani della Parrocchia Sant’Anna di Pontinia. Lo spirto che anima quanto viene realizzato seguendo l’apprendimento servizio (così, in italiano, può essere tradotto il Service Learning) è proprio quello di una scuola che si apre al territorio mettendo a disposizione spazi, conoscenze, competenze e idee. Illuminanti, come sempre, le osservazioni dei ragazzi al termine dell’esperienza: “Mi sono divertito a rispondere alle domande del mio “allievo”, lo rifarei con molto piacere”, “Grazie, nonno-allievo, per la pazienza e la curiosità con cui hai imparato l’informatica insieme a me; è stato bello vedere il tuo entusiasmo”, “I nonni raccontano, cantano, ricordano, insegnano, giocano. Nessuno riesce a spiegare la vita così bene quanto i nonni”, “Ho giocato su code.org con una persona che mi ha subito voluto molto bene, è stata gentilissima ed ha collaborato con me; anche se all’inizio non è stato facile, alla fine aiutarla mi ha davvero rallegrato la giornata”. L’esperienza si è conclusa con la piantumazione di un albero nel giardino della scuola, simbolo perfetto di come le foglie-ragazzi senza le solide radici-nonni rischierebbero di perdersi nel mondo sospinti da un vento senza meta.

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