Messaggio del Ministro

Messaggio del Ministro dell' istruzione e del merito per la Giornata internazionale per l' eliminazione della violenza contro le donne

DS Marzia Mancini

Dirigente Scolastico

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Agli Studenti
Agli Insegnanti
Ai Dirigenti e ai Coordinatori didattici
delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado
del sistema nazionale d’istruzione

 

Care Studentesse, cari Studenti, Dirigenti, Docenti, Personale Scolastico,

a tutti voi intendo manifestare la mia vicinanza in una ricorrenza come quella odierna,
dedicata al contrasto alla violenza sulle donne.
Un impegno collettivo, prezioso e paziente, che deve vedere tutti noi uniti in
uno slancio appassionato per coltivare la sempre più profonda consapevolezza nello
sviluppare la cultura del rispetto. Un cammino che ora è sancito dalla centralità
assegnata all’educazione al rispetto e alle relazioni nelle nuove Linee guida per
l’insegnamento dell’educazione civica. Si tratta di percorsi educativi che devono essere
sviluppati in ogni scuola e che necessitano di una formazione specifica appositamente
finanziata dal Ministero.
Il 25 novembre è qualcosa di più di una ricorrenza da celebrare.
È il giorno simbolico per ricordarci che stiamo adempiendo ad un dovere. La violenza
va ripudiata sempre e comunque in ogni sua forma.
Dobbiamo imparare a riconoscere fin dalle prime avvisaglie la pericolosità di
atteggiamenti che negano la dignità, l’autonomia e l’irripetibile unicità di ogni persona.
Dobbiamo sapere ascoltare le testimonianze coraggiose di chi ha saputo
liberarsi dalla spirale di relazioni predatorie.
La scuola può fare tanto: proprio dalle aule deve partire un’autentica
rivoluzione culturale che insegni il rispetto verso ogni persona, che favorisca la
costruzione di identità personali che riconoscano i confini dell’io di ogni giovane, che
sappiano accettare i “no”, che educhino all’empatia e all’accettazione del consenso come
presupposto di ogni relazione.
Questi sono solo alcuni tratti della straordinaria rivoluzione culturale di cui
ciascuno deve sentirsi protagonista.
La scuola è impegnata in un’attività pedagogica, per coinvolgere tutte le sue
componenti in percorsi didattici finalizzati allo sradicamento della violenza e allo
sviluppo di un’affettività sana e consapevole, per avere donne e uomini liberi, capaci di
relazionarsi nel rispetto reciproсo.
Alcuni dati a disposizione ci confortano: un monitoraggio recente ha certificato
che circa il 70% delle esperienze educative avviate in attuazione delle nuove Linee guida
per l’insegnamento dell’educazione civica sul tema della violenza ha fatto emergere concreti
progressi nel comportamento e nelle relazioni tra i giovani.
In questo percorso non è solo l’educazione civica a svolgere una funzione
essenziale. Lo sviluppo della cultura del rispetto, l’educazione alle relazioni e
all’empatia giocano un ruolo centrale nelle nuove Indicazioni nazionali, in conformità
con il carattere costituzionale di una scuola incentrata sulla valorizzazione della
persona.
Allo stesso modo, è funzione primaria della scuola ostacolare ogni
discriminazione, dando concretezza all’articolo 3 della Costituzione, dove i Costituenti
vollero inserire con straordinaria lungimiranza il richiamo alla pari dignità di tutti i
cittadini. Innanzitutto, senza distinzione di sesso, oltre che di razza, lingua, religione,
opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
Va pure ricordato che la pari dignità della donna viene richiamata dall’articolo
37 della Costituzione, dove si proclama il suo diritto all’eguaglianza come lavoratrice e
il diritto a svolgere le sue funzioni di madre.
La scuola è chiamata ad un’autentica battaglia di “civiltà” che esige la
“presenza” costante e vigile di ciascuno di noi.
Conoscere, approfondire, sperimentare, non avere timore di fare e di farsi domande, di
condividere fragilità e speranze: è così che potremo avere un futuro fatto di legami forti,
di consapevolezza del valore inestimabile che ognuno di noi rappresenta per sé e per gli
altri.

IL MINISTRO
Prof. Giuseppe Valditara

Documenti

lettera del Ministro

pdf - 1045 kb

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